FAVIGNANA E LE ISOLE EGADI
L’isola di Favignana insieme a Levanzo e Marettimo costituisce l’arcipelago delle Egadi, ultimo lembo sud occidentale della costa italiana, isole in un isola, la Sicilia, ancora capace di stupire e affascinare. Favignana è storia, mare, natura, odori, sapori, colori … un mix di sensazioni che lasciano il segno negli occhi e nel cuore dei suoi visitatori.
Il residence è costituito da ben 15 appartamenti indipendenti, capaci di ospitare da 2 a 5 persone. Gli appartamenti, spaziosi e luminosi, sono stati arredati con gusto e garantiscono una soggiorno comodo e confortevole. Il comfort interno è assicurato dalla presenza della cucina/soggiorno (fornita di frigo, forno, stoviglie e pentole), dal bagno con box doccia, dell’impianto di climatizzazione, della tv. Alcuni degli alloggi del residence (tutti forniti degli accessori/biancheria da letto, bagno e cucina) sono inoltre dotati di balconcino/terrazza con vista mare.
Breve storia di Favignana
Fin dal paleolitico superiore (10.000 a.C.), Favignana ha rappresentato
un rifugio sicuro per l'uomo, Tracce evidenti della sua presenza sono
state rinvenute nei pressi delle grotte del faraglione e nella grotta
del pozzo in zona San Nicola. Proprio questa area dell’isola fu
prescelta, a cominciare dall’ottavo secolo a C., dai primi esploratori
fenici, che hanno lasciato tracce a tuttora visibili presso
grotte e anfratti.
Secondo la teoria “Butleriana” dell’Odissea trapanese, Favignana rientrerebbe anche nei viaggi di Ulisse, rappresentando l’isola delle capre, raggiunta dall’eroe e dal suo equipaggio dopo l’incontro con Polifemo.
Favignana, l’antica “Aegusa o Egussa” è anche ricordata per aver ospitato una delle più importanti e cruenti battaglie navali della storia antica: la battaglia delle Egadi, combattuta a largo di cala rossa tra la flotta punica e quella romana. Su wikipedia è possibile leggere un dettagliato resoconto di questo evento, che decretò il declino dell’impero cartaginese a favore della nascente potenza di Roma:
“A Cartagine, quando si seppe di questa inusitata spedizione
romana, caricarono le navi di grano e altri aiuti per sostenere le
truppe di Amilcare che
si battevano alle falde del Monte Erice.
Al comando della flotta fu posto Annone (non è certo
se fosse il nemico politico di Amilcare). Il Tierarca portò la
flotta ad ancorarsi all'isola chiamata "Sacra" (una delle Isole
Egadi, oggi Marettimo)
in attesa di scaricare i rifornimenti alle forze terrestri. Avrebbe
così ottenuto, inoltre, di alleggerire e rendere più manovrabili
le navi per le battaglie navali e di poter caricare Amilcare e i suoi
migliori uomini come forze navali o truppe da sbarco contro gli assedianti.
Lutazio Catulo seppe dell'arrivo di Annone e preparò la
contromossa. Imbarcò i migliori uomini a disposizione e portò la
flotta fino all'isola di Egussa (Favignana).
Era il 9 marzo del 241
a.C.
Il mattino del giorno successivo, il 10 marzo, Catulo vide che la flotta cartaginese avrebbe avuto un forte vento da ovest a favore e che questo avrebbe reso più difficile far salpare la flotta romana. Dapprima incerto, riflettendo si rese conto che se avesse attaccato subito avrebbe avuto di fronte degli scafi ancora carichi e quindi più lenti e che questi avrebbero avuto a bordo solo forze di marina. Se avesse permesso lo scarico delle merci e l'imbarco degli uomini di Amilcare la situazione anche col vento in poppa non sarebbe stata altrettanto favorevole.
La flotta romana di distese su una sola linea come per formare un muro contro le navi cartaginesi che veleggiavano verso la costa di Erice. I Cartaginesi accettarono la battaglia; ammainarono le vele per avere maggiore mobilità e attaccarono i romani.”
Alla caduta dell'Impero romano seguirono le molteplici invasioni da parte delle popolazioni barbare (440 a.C.) e più tardi quella dei saraceni, artefici delle prime torri di avvistamento poste sul Monte S.Caterina, poi trasformate in fortezze da Ruggero II, re dei normanni.
Nel XIV secolo, il regno degli angioini prese il posto
di quello aragonese, caratterizzato per lo più da
eventi drammatici e negavi: insurrezioni, prigionie e soprusi dovuti
alla cattiva amministrazione dei governanti. Verso la metà del
XVII secolo il governo dell'isola passò nelle mani del genovese Giacomo
Frignoni, e poi, con Filippo III, fu venduta a Camillo Pallavicino.
Questo fu un periodo florido per l’isola di Favignana, che vide
un notevole impulso nell’agricoltura e nella pesa e che raggiunse
il suo culmine a partire dal 1874, quando Ignazio Florio acquistò le
Egadi per tre milioni dalla famiglia Pallavicino. Colui che può forse
essere considerato il più grande industriale/mecenate siciliano
(acquisito, poiché di origini calabresi) impiantò a Favignana
il più grande stabilimento al mondo per la lavorazione del pesce
e diede un forte impulso alla mattanza, la pesca tradizionale
del tonno.
Per maggiori approfondimenti:
L’isola di Favignana (it): http://it.wikipedia.org/wiki/Favignana
L’isola di Favignana (eng): http://en.wikipedia.org/wiki/Favignana
La battaglia delle Egadi (ita): http://it.wikipedia.org/wiki/Battaglia_delle_Isole_Egadi
La battaglia delle Egadi (eng): http://en.wikipedia.org/wiki/Battle_of_the_Aegates_Islands
La Tonnara di Favignana
Chiunque si avvicini alla costa dell’isola ed in particolare al
suo porto non può non notare il complesso della Tonnara
Florio, una straordinaria testimonianza di storia industriale,
fatta di alte e sottili ciminiere, imponenti mura con tetti spioventi,
scivoli sul mare per il varo delle barche. Anche chi non l’avesse
mai vista prima non avrebbe alcuna difficoltà a riconoscerla,
intuendo facilmente l’importanza ed il valore sociale e simbolico
di quest’industriosa tonnara. Tutti in fila l’uno accanto
all’altro, fanno bella mostra di sé i suoi ampi e numerosi
edifici, incastonati tra la montagna e le case del paese, affacciati
sull’insenatura del porto, illuminati da quella luce forte che
solo le isole conoscono. L’ingresso della Tonnara accoglie i visitatori
con l’imponente stemma dei Florio, il leone che beve dalla
riva, sopra il quale campeggia la frase: “l’industria
domina la forza”.
Fu infatti Ignazio Florio, acquistando le isole Egadi alla fine del 1800, a rilanciare il complesso pre-esistente grazie anche alla collaborazione di Giuseppe Damiani de Almeyda, uno dei maggiori architetti operanti a Palermo in quel tempo, che progettò le opere di ristrutturazione e ampliando notevolmente l’impianto. Fino a quel momento i locali della tonnara erano stati costruiti man mano che se ne presentava l’esigenza, senza nessuna logica complessiva. Damiani seppe porre rimedio, razionalizzando l’intera struttura e attribuendogli quell’aria imponente che non è mai scomparsa.
Purtroppo la fortuna di questa tonnara “dalla gloriosa pesca”, come la definì nei suoi scritti il Marchese di Villabianca, subì lo stesso destino della famiglia a cui era legata. Quando la situazione economica di casa Florio cominciò a peggiorare, la tonnara fu rivenduta ad un’altra famiglia genovese: i Parodi. Trasformata in società per azioni, rese in modo ottimale fino alla metà del ‘900. Poi cominciò, come tutto il mondo delle tonnare, a risentire della presenza delle moderne tecnologie e di più efficaci sistemi di pesca. Nel 1985 fu acquistata da Nino Castiglione, già proprietario delle tonnare di Bonagia/San Cusumano. L’ingegno di quest’uomo riuscì a dare nuova vita all’antico complesso.
Oggi la tonnara è in fase di ristrutturazione e si avvia a diventare un moderno centro culturale che parla del mare, dei Florio e dell’antica sapienza racchiusa tra le sue mura.
Per maggiori approfondimenti:
La Mattanza (ita): http://it.wikipedia.org/wiki/Mattanza
La Mattanza (eng): http://www.bestofsicily.com/mag/art125.htm
La tonnara Florio (ita): http://it.wikipedia.org/wiki/Tonnara_Florio
Il mito dei Florio (ita): http://www.parrocchie.it/egadi/madrice/rubriche/cmn8802.htm
Il mito dei Florio (eng): http://www.bestofsicily.com/mag/art67.htm
Le Egadi, Levanzo e Marettimo
Per i greci le isole Egadi rappresentavano i confini
del mondo conosciuto. Per i Fenici ed i Cartaginesi, furono importanti
basi commerciali. I Romani ne fecero il loro baluardo difensivo contro
le armate di Amilcare e Annibale Barca. E così via, passando dagli
Arabi, i Normanni e gli Spagnoli, le cui tracce si trovano ancora oggi
nei cognomi degli abitanti. Le isole Egadi, oggi come allora, disegnano
il profilo dell’orizzonte al largo di Trapani, ultimo lembo di
Sicilia prima dell’infinito del Mediterraneo. L’isola più importante
e conosciuta è sicuramente Favignana, che gli
antichi chiamavano Aegusa o Favonia, in onore del vento che sempre vi
spirava. L’isola è un microcosmo da scoprire, con gli antichi
stabilimenti della Tonnara Florio, la remota fortezza di Santa Caterina,
la piazza Madrice che pulsa della vita quotidiana degli isolani e s’anima
di sera delle passeggiate degli ospiti. E ancora le vecchie cave di tufo
e le cale bagnate d’acqua turchina e trasparente - come le bellissime
Cala Rossa e Cala Azzurra. Favignana è la più “mondana”,
anche se di certo non ci si può aspettare la movida che anima
altre notti mediterranee.
Appena un po’ più in là, ecco Levanzo, la più piccola delle tre (appena 10 kmq) nonché la più vicina al porto di Trapani, con le sue case candide accoccolate sul porto colmo di placidi gozzi colorati. Levanzo, ovvero un fazzoletto di terra che custodisce alcune fra le più antiche testimonianze della presenza umana in Sicilia: le figure rupestri d’uomini e animali che, dipinte e graffite sulle pareti della Grotta del Genovese, ci rimandano al Mesolitico, ai suoi riti oscuri, alla sua vita selvatica e misteriosa. Le incisioni sarebbero le più antiche d’Europa insieme a quelle di una grotta equivalente in Francia. Levanzo è l’isola di chi cerca vacanze tranquille, con il mare cristallino a disposizione e nessuna mondanità. Ma anche il paradiso del trekking e del biking, con i suoi sentieri percorribili da appassionati di ogni grado e livello.
Infine Marettimo, la più lontana e anche la più alta e rocciosa è un’isola silenziosa e quieta, dove le giornate trascorrono al mare o passeggiando lungo i sentieri orlati da vegetazione prorompente. Chiamata anticamente HIERA (sacra) fu teatro insieme a Favignana degli avvenimenti più importanti delle guerre puniche, venendo identificata all’interno della teoria trapanese dell’odissea come l’antica e leggendaria ITACA, patria di Ulisse. Così come Levanzo, è l’ideale per gli amanti delle immersioni, rese avventurose dalla varietà dei fondali e della costa sforacchiata da centinaia di grotte. Il suo mare cristallino è stato definito il più pulito del mediterraneo.
Per maggiori approfondimenti:
Leisole Egadi (ita): http://it.wikipedia.org/wiki/Isole_Egadi
Le isole Egadi (ing): http://en.wikipedia.org/wiki/Egadi
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